I GEMELLAGGI
 
un mondo migliore è possibile
 
Albert Einstein sosteneva che "Il nostro secolo ha risposto all'esplosione demografica sia con l'esplosione nucleare che con l'esplosione delle comunicazioni... Comunicare per distruggere le barriere territoriali, per creare ponti tra i paesi superando la geografia, la diffidenza verso le culture straniere e l'impasse delle lingue".  
E' proprio partendo da queste riflessioni e da questa convinzione, che ci siamo mossi come Assessorato e come Servizio Turismo nel potenziare il Comitato Gemellaggi, le attività svolte in collaborazione e nel ricercare un luogo fisico e temporalmente preciso dove trovare il tempo e le persone per poter confrontarci su cosa significa oggi fare gemellaggi, scambi, incontri tra città, tra stati ma soprattutto tra comunità. 
E' nella consapevolezza, infatti, che una comunità includente, aperta alla diversità, in costante ricerca e movimento, ma al contempo ospitale  nel suo territorio è una comunità migliore, una comunità in cui il benessere procapite è maggiore, da questa certezza nasce  Gemelli con gusto. 
Gemelli con gusto non è però solo una manifestazione, ma una comunità che si apre, che si interroga su ciò che c'è all'esterno delle proprie strade dei propri confini, con il desiderio di crescere con gli uomini e con le donne che si incontrano nel nostro cammino. 
E' l'idea allora che una comunità si crea dal basso e non sulla carta, che la globalizzazione è e deve essere soprattutto la libera circolazione delle idee, degli uomini e delle donne, che la paura del diverso va sconfitta con la conoscenza reciproca, con la contaminazione di saperi e culture, che le buone pratiche vanno messe in rete.
E' da queste considerazioni che anche nel 2009 si continuerà ad investire nelle attività del Comitato gemellaggi, mantenendo l'orizzontalità dei rapporti tra Comitato, Servizio Turismo e Assessorato.
 A conclusione di queste brevi ma per noi importanti e significative riflessioni, vorrei citare La Pira (Sindaco storico di Firenze dal 60 al 64), che  evidenziava come la pace la non violenza, la comunità globale inizi dentro le case, nelle vie della città. E allora, proprio in nome del legame tra locale e globale La Pira ammoniva a non ascoltare “coloro che dicono in modo superficiale: bisogna interessarsi delle lampadine e non della pace. Costoro ignorano che solo aprendo le porte esterne passano non solo i grandi ideali della pace, della cultura, della spiritualità, della bellezza e della speranza, ma passano anche i grandi flussi finanziari, turistici ed economici, commerciali che vengono da ogni angolo della terra…”. Profeticamente aveva parlato di globalizzazione. Intelligentemente, aveva parlato di un mondo migliore possibile, per tutti. 
 Romina Bertoni
gemellaggi ovvero la comunita’ globale