DIVERSITA’ E DIRITTI
 
 
Ripartiamo dalle città! 
Costruiamo le città dei diritti umani.
per uscire dalla crisi economica, sociale, ambientale ed etica
per costruire un’Italia e un mondo migliore

Per uscire dalla crisi bisogna ripartire dalle città. Nelle città in cui viviamo possiamo trovare gli strumenti per affrontare insieme le difficoltà del nostro tempo e coltivare la speranza in una vita migliore per tutti. Le città possono cambiare l’Italia e il mondo che ci circonda.
Le città, dove oggi si scaricano tutte le tensioni e i problemi del mondo, sono anche i luoghi dove possiamo cercare le risposte più concrete ed efficaci. E’ qui che le persone vivono tutti i giorni. E’ qui che ciascuno può trovare l’aiuto di cui ha bisogno, la forza di vincere le paure e la comunità in cui vivere in pace con fiducia.
Per questo, il primo chiaro obiettivo di chi si candida a gestire e amministrare la sua comunità deve essere garantire e difendere i diritti fondamentali di tutte le persone che vivono, anche temporaneamente, nella città e di coloro che verranno dopo. 
Al centro del loro impegno non ci devono essere gli interessi di qualcuno o gli affari di alcuni gruppi di potere ma le persone che vivono nella città con i loro fondamentali bisogni umani, in attuazione del principio di legalità e uguaglianza scolpito nella Costituzione Italiana e nel primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti umani e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.
Sindaci, Presidenti, Assessori e consiglieri non sono chiamati a guidare e a gestire dei “Comuni” ma delle “Comunità” di persone. 
Essi hanno la responsabilità di proteggere le persone e in particolare quelle più vulnerabili, le più deboli e le più esposte alle violazioni della dignità e dei fondamentali diritti umani. 
Il Sindaco è e deve essere il difensore dei diritti fondamentali di tutte le persone, il garante dei diritti e delle responsabilità di ciascuno.
Per questo, la parola chiave di chi si candida a gestire e amministrare la sua comunità deve essere vicinanza.
Praticare la vicinanza significa scegliere di accompagnare la propria comunità verso la via d’uscita dalla crisi. Accompagnare e non dettare la via. Essere accompagnatori significa affrontare il disagio, le paure e le preoccupazioni dei cittadini impegnandosi a trovare, con loro, una via d’uscita positiva per tutti.
Vicinanza significa scegliere l’ascolto come metodo amministrativo. Significa scegliere la partecipazione come strumento di governo della comunità. Significa scegliere la trasparenza e la pulizia come stile di lavoro e di comunicazione.
Vicinanza significa impegno a costruire una politica nuova, capacità di riavvicinare i cittadini alla politica con l’obiettivo di trasformare la propria realtà piuttosto che limitarsi ad amministrarla. Ascolto e partecipazione dei cittadini e della “società civile responsabile” devono essere il metodo con cui si costruisce anche il programma elettorale. 
Chi si candida a gestire e amministrare la sua comunità deve impegnarsi a difendere l’autonomia locale contro il crescente neocentralismo e costruire la città dei diritti umani. Nelle città dei diritti umani c’è una responsabilità per tutti. Per i sindaci, presidenti, assessori, consiglieri e tecnici degli enti locali ma anche per tutti i cittadini che sono chiamati a partecipare attivamente alla vita della comunità. Difficilmente gli uni possono essere efficaci senza un impegno coerente degli altri. 
Le città dei diritti umani hanno le porte aperte perchè attraverso di esse “passano non solo i grandi ideali della pace, della cultura, della spiritualità, della bellezza e della speranza, ma passano anche i grandi flussi finanziari, economici, turistici, commerciali che vengono da ogni angolo della terra, che sono capaci di assicurare ai loro abitanti, col lavoro, la sicurezza, dignità sociale ed economica.”
Le città dei diritti umani hanno il cuore e gli occhi aperti sul mondo, promuovono e organizzano interventi di solidarietà e cooperazione internazionale contro la miseria, le guerre e la violazione dei diritti umani, difendono i beni pubblici globali e promuovono la legalità e la giustizia internazionale, ripudiano la guerra e investono nella diplomazia delle città, s’impegnano a costruire un’Europa di pace, promuovono la democratizzazione e il rilancio dell’Onu, casa comune dell’umanità.

Le prossime elezioni amministrative del 6-7 giugno sono dunque un’occasione molto importante per costruire le città dei diritti umani.

Io ci credo.

visita il sito www.perlapace.it
la cultura della diversita’
ovvero tutti i diritti umani per tutti un mondo migliore è possibile